Modena può a tutti gli effetti definirsi la capitale mondiale del gusto. Secondo il sito theworlds50best.com è, infatti, qui che ha sede il miglior ristorante del mondo. Parliamo dell’ “Osteria Francescana“, di Massimo Bottura. Vediamo di saperne qualcosa di più di quello che è a tutti gli effetti un “patrimonio cittadino”.

Origine

Risultati immagini per osteria francesca esterno

L’ “Osteria francescana”, ha subito un’evoluzione in questi anni.
la struttura, infatti, era già presente negli anni cinquanta, ma il tipo di cucina che offriva era di tutt’altro tipo di quella attuale.
Si trattava infatti di una Piola (termine piemontese che indica, appunto, un’osteria), dove si andava per mangiare e bere molto, a basso costo, senza pensare alla qualità del vitto.
Non godeva, infatti, di una grande fama. Anzi, era considerato il ritrovo per gente poco raccomandabile. 
Negli anni ottanta fu trasformata in osteria.
La svolta arrivò nel 1995, quando fu rilevata da Massimo Bottura.

Prenotazione

Location famosa, prenotazione interminabile. Se si vuole mangiare al “tempio della cucina mondiale” occorre armarsi di pazienza. Molta pazienza. Parliamo di mesi. Almeno quattro-cinque. Si può accedere a questo luogo tentando la fortuna via telefono o sito. Mettendosi, però il cuore in pace e provando e riprovando.
Giusto per dire: nel momento in cui scriviamo (20 marzo) è tutto prenotato fino al 30 giugno. Sarà possibile provare a prendere i posti per luglio a partire dal 3 aprile. Se ci si riuscirà.

Menù “recitato”

Si chiama “Osteria”, ma non si mangia come in un’osteria. Quindi occorre dimenticare le porzioni abbondanti e casarecce. Qui i piatti saranno minimal, ma di qualità estrema. Inoltre, ii camerieri sono addestrati per spiegare passo passo, non solo cosa contenga la pietanza che ci si accinge a mangiare, ma, da dove nasce l’idea stessa del piatto.
A volte, sarà lo stesso Bottura a fare da Cicerone. Lo chef infatti, ama uscire dalla sua cucina, sedersi al tavolo con quelli che, più che clienti, sono commensali, e spiegare quali ingredienti ha messo nel piatto, come gli è venuta l’idea e cosa volesse comunicare con questa creazione.

LEGGI ANGHE  Alba: la città del tartufo bianco, uno dei cibi più cari al mondo

Triglia alla livornese

Risultati immagini per Triglia alla livornese bottura

E’ il piatto che, forse, meglio di altri, spiega il tipo di cucina che si può gustare all’ “Osteria francescana“.
Se si trattasse di semplice “triglia alla livornese” si tratterebbe di un piatto abbastanza semplice da preparare. Bastano triglie fresche, pelati, alloro, prezzemolo, aglio, vino bianco, olio extravergine, un pizzico di sale e cottura in padella.
Questa è la visione semplicistica. Quella di Bottura va oltre. La triglia viene sfilettata fino a che non restano soltanto la carne morbida e bianchissima, la pelle e la coda croccanti. A questo punto viene adagiata su una base di salsa alla livornese e coperta da una cialda spolverata con pomodoro, cappero e olive nere in polvere.
Questo, a detta di molti, è il piatto migliore dell'”Osteria francescana”.

Prezzo

All’ “Osteria Francescana” non si va a mangiare ciò che si vuole. Esistono dei menù appositi con diverse fasce di prezzo. Come lo stesso Bottura ha spiegato in un’intervista, ogni menù contiene 15-16 portate al prezzo di 12-13 l’una. Diciamo, quindi che, la media, è di 180 euro a persona.
Del resto per la qualità bisogna essere disposti a pagare.