Trento è la città più “green” d’Italia, stando agli ultimi dati Istat. Il capoluogo trentino straccia tutti con 401,5 mq di verde urbano. In un paese dove, un italiano medio, ha a disposizione 31 metri quadri di verde urbano, Trento straccia la concorrenza. Del resto, la città sorge morfologicamente in un’area dominata dal verde. Dei suoi 15.803 ettari, il 50,6% è ricoperto da boschi e solo il 7,70% è residenziale.
Tra l’altro, la città risulta al quarto posto anche nella classifica delle più ecologiche d’Italia, dietro a Macerata, Verbania e Mantova. Questo significa che l’attenzione all’ambiemte è una delle caratteristiche primarie del posto.
Ma quali sono i luoghi che rendono Trento tanto affascinante e “green”? Scopriamoli insieme.

Parco di Melta

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Si tratta di un’opera partita nel 2000. L’ultimo lotto, è stato finito nel 2015. Tre ettari di parco, con tanto di campo sportivo e aree giochi. Una vera e propria cittadella, situata a nord di Trento, più precisamente nella frazione di Gardolo.
Il Parco spicca anche per il laghetto presente.E’ profondo circa un un metro ed è alimentato dall’acqua deviata dagli scavi della gallerie di Martignano, che è poi stata restituita alla sua originale falda acquifera. Non è balneabile, ma è possibile immergersi con i piedi, cosa apprezzata soprattutto dai bambini.
il parco è attraversato da una fitta pista ciclabile che lo rende facilmente raggiungibile anche in bicicletta da ogni angolo della città.

Le Albere

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E’ un quartiere ecosistemico progettato da Renzo Piano. Il nome si deve al pioppo bianco (nome scientifico Popolus Alba), tipico della zona. E’ formato da 300 unità abitative, 18 mila metri quadrati di uffici, 9 mila di negozi, 28 mila di spazi aperti e cinque ettari di parco. Il tutto è nato dalla riqualificazione dell’ex zona dove sorgeva l’industria Michelin. Un vero capolavoro di architettura riqualificante.

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Parco naturale Doss Trent

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Il Parco naturale di Doss Trento (o Doss Trent, secondo il dialetto locale) si trova sulla riva idrografica destra del fiume Adige. Il luogo è di antichissima data. Qui, infatti, furono ritrovati resti umani appartenenti al Neolitico. I romani lo chiamavano Monte Verruca, perchè, guardandolo dall’alto, aveva proprio la suddetta forma. E’ stato dichiarato “biotopo” (ovvero, area di limitate dimensioni, dove vivono animali che formano un ecosistema) e, per questo, accessibile solo a biciclette e pedoni.

Giardino botanico alpino delle Viote

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Qui parliamo di uno dei giardini botanici più estesi e antichi delle Alpi. E’ stato fondato negli anni trenta ed è una sezione territoriale del Museo delle Scienze.
L’area si estende su 10 ettari che ospitano circa 2000 specie di piante, molte delle quali a rischio d’estinzione. Esse sono  coltivate in roccere che riproducono l’ambiente estremo al quale queste piante sono adattate.

Monte Bondone

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E’ posto a ovest di Trento, nella piane del Viote, ed è facilmente raggiungibile dal centro cittadino. E’ricco di specie faunistiche e vegetali tipiche degli ecosistemi alpini. Chi volesse, può anche seguire un percorso antiorario che lo porterà a visitare le tre cime più del Bondone, ovvero Cornet, Dos d’Abramo e Cima Verde.