La zona sudest di Torino si è recentemente guadagnata il nome di “Città della Salute“, grazie al polo sanitario che sorge all’interno del quartiere Nizza Millefonti. Si tratta del più grande a livello nazionale ed europeo. Conta circa dodicimila dipendenti e garantisce diagnosi, cura e assistenza sanitaria in molteplici percorsi di cura.
All’interno della “Città della Salute” vi sono quattro strutture che spiccano e che rendono il capoluogo piemontese un’eccellenza nel settore sanitario. Ecco quali sono.

Le Molinette

Il soprannome è dovuto al fatto che sorge vicino al Po, in una zona dove prima vi erano dei mulini. Il suo vero nome è Azienda ospedaliero universitaria San Giovanni Battista. E’ il terzo ospedale pubblico d’Italia per grandezza dopo il policlinico Umberto I di Roma e l’Ospedale Niguarda di Milano.
E’ un’azienda multispecialistica. E’ integrata con l’Università degli Studi di Torino e svolge attività di assistenza, insegnamento e ricerca.
A “Le Molinette” è possibile usufruire di servizi di diagnostica e di cura.
Ha tre macrofunzioni: assistenziale, didattica, ricerca di base e clinica.

Centro Traumatologico Ortopedico

Inaugurato nel 1965 è in una struttura alta 75 metri e che comprende 16 piani. Ha competenze di alta specializzazione nei campi di: Chirurgia Ortopedica e Traumatologica; Chirurgia Plastica; Neurochirurgia; Neurourologia e Medicina del Lavoro.
Ospita la Banca della Cute e la Banca dei Tessuti Muscolo-scheletrici.
Particolarmente qualificante è la tempistica del pronto Soccorso.
Questo si divide in due settori: a Bassa Intensità e ad Alta Intensità, a seconda della gravità del paziente.
Esiste un telefono dedicato per la comunicazione con la Centrale Operativa del “118 che, oltre a comunicare con i mezzi di trasporto le condizioni del paziente, informa delle stesse anche il  team medico, infermieristico e Oss in attesa di accoglierlo e smistarlo nell’area grandi o piccoli traumi.

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Ospedale Regina Margherita

Struttura specializzato nella prevenzione, diagnosi e cura delle varie malattie dell’età infantile.Conta cinque Dipartimenti Generali. Agisce in stretto contatto con la facoltà di Medicina e Chirurgica dell’Università di Torino per una attività assistenziale, di didattica e ricerca scientifica. Fornisce prestazioni di alta specializzazione pediatrica. Tra le altre vi sono: la cardiochirurgia, il trapianto di cellule staminali e il centro grandi ustionati.
Recentemente è stato aggiunto, con un investimento superiore al milione di euro, un reparto all’avanguardia denominato “L’Isola di Margherita“. E’ stato realizzato in collaborazione con l’associazione Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale) e pensato per bambini affetti da patologie rare e incurabili.

Ospedale Sant’Anna

Nel 2016 i bimbi nati presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino sono stati 6761. Di questi, il 25.4% (ovvero 1717 bambini) sono stranieri appartenenti a 85 nazionalità. La struttura si conferma, quindi, multietnica. Se il dato delle nascite scende di 530 unità, il centro ostetrico, grazie a questo dato etnico, conferma la sua eccellenza nel settore.
Non è un caso se, lo scorso anno, la Neonatologia Universitaria dell’ospedale Sant’Anna  si è aggiudicata il “Premio Odisseo 2016“, riconoscimento che viene assegnato ai team che, nei vari settori lavorativi, si sono distinti per la qualità e i risultati del lavoro di squadra.
Presso la Neonatologia dell’Università di Torino vengono attualmente assistiti circa 3500 nati all’anno, di cui oltre 400 ricoverati nel Reparto di Terapia Intensiva, e circa 120 con peso inferiore ai 1500 g.